IL RINOCERENTE

IL RINOCERENTE

NUOVA COMPAGNIA DI PROSA  “CITTA’ DI FIRENZE”

presenta

IL RINOCERONTE

di Eugene Ionesco

regia di Antonio Susini

con: Fabio Micheli, Luciano Nardini, Sandra Bulli, Alessandro Krausz, Lara Panieri, Lucia Tesi, Rosanna Susini, Cino Cini, Patrizia Penco, Sara Scarselli, Stefano Secci, Elisabetta Nava, Andrea Furiosi.

Il Rinoceronte”, fra le commedie di – Eugène Ionesco – (Slatina26 novembre 1909 – Parigi28 marzo 1994) è quella che, all’unanimità di critici e studiosi, rappresenta più di tutte il manifesto ed il lascito del pensiero del grande drammaturgo rumeno di adozione parigina, nonché il suo massimo successo, tanto da divenire un classico del teatro francese del XX secolo. Una commedia surreale, che lascia già intravedere la maestria di Ionesco a ricamare situazioni e dialoghi tipiche del teatro dell’assurdo, dove la normalità dei protagonisti è così tanto normale da diventare persino irreale. I dialoghi dei personaggi sono strumento per scandire il tic tac dello scorrere di una vacua quotidianità di una città immaginaria, dove tutto sembra filare liscio, ora dopo ora, giorno dopo giorno, fino all’irrompere prima di uno e poi di decine di Rinoceronti che andranno ad incrinare la quotidiana tranquillità per poi farla deflagrare nel corso dell’azione. Tutti restano talmente ammaliati dai loro richiami e dalla loro forza, al punto di desiderare di diventare come loro, rinunciando alla propria umanità ed accettando di trasformarsi con corno sulla fronte, pelle spessa ed unghielli, pur di sentirsi uguali agli altri e parte della maggioranza. 

Soltanto il protagonista dell’opera – Berenger – anche dopo aver visto capitolare il suo migliore amico Jean, il rivale in amore Dudard e la sua amata Daisy, pur non sfuggendo anch’egli alla tentazione della metamorfosi, resisterà al richiamo della massa. Il suo monologo finale infatti è  l’inno di resistenza all’omologazione sociale che l’autore lascia in eredità, offrendoci una profonda ed attualissima opportunità di riflessione sul tema dei totalitarismi passati e presenti.

In questo allestimento, la regia di Antonio Susini restituisce il messaggio dell’autore in un quadro scenico che si muove tra favola e grigia realtà. I personaggi sono infatti inizialmente immersi in un ambiente giocoso e colorato che, con lo svolgersi dell’azione, acquista sempre di più tonalità grigie e sbiadite. Questo per far percepire allo spettatore il crescente senso di vuoto e monotonia dei personaggi, che si sentiranno vivi soltanto se uguali a tutti gli altri, lasciando il solo Berenger padrone della scena con il suo vibrante monologo finale.

Disegno Luci: Simone Bini

Assistente alla Regia: Ilaria Susini

Date e orari:

12 e 13 febbraio

19 e 20 febbraio

26 e 27 febbraio

Sabato ore 21.00 – Domenica ore 17.00

La biglietteria del teatro è aperta da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

Per info:

Call Center TicketOne 892.101

oppure www.ticketone.it